Con-fusione con-fine

Recomiendo Racconti Della Controra

Racconti della Controra

Non mi vedo, calma piatta irreversibile. Sopita nel vapore d’assenso e distrazione. Non ricordo di avere un corpo, né un viso. Distinguo una smorfia apotropaica riflessa sul vetro di una finestra riemersa: propaggine di nebbia accolta dal mare. Non esisto che nella percezione delle scadenze. Nel fare alienato. Non ci sono fuochi nel cielo né in nessuno. Non ci sono scosse di sole.

Solo una lacca d’immoto: ogni reduce vibrazione sta sulla patina in superficie, fatta d’ansia, d’olio di azioni meccaniche, di dissenso verso ciò che degrada, di aspettative infrante, di scandaglio del tempo, di stima del profitto, di autocompiacimento, e compagnia materiale. Ci galleggio smarginando il mio confine.

Non mi sento. Non vi sento, forse anche voi sfrangiati sulla vernice versata.

Ma affondo, credo, nel sentimento delle cose, capovolgendo questa stasi, proprio ora che la mia guancia si congiunge al tuo petto, nella conca destra in cui il petto…

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